venerdì 20 gennaio 2012

1989 - 2009


Carissimi Gonzo e Cirotto,

(vi chiamo così sul web che è meglio) per ora, visto che ancora sono tutto un dolore e in parte non solo fisicamente, vi posto queste sotto.

Segnalo il post pure a Oni, perchè nonostante la punta di amarezza, non mi sento di escluderlo dalle mie rflessioni amare...

So bene di avere anche io qualche colpa, ma gli anni non hanno avuto ragione di noi, come ha pensato "K"; perchè io credo invece che NESSUNO ha dimenticato NESSUNO, com'ha detto meglio il Gonzo...

Poi, forse scriverò meglio sull'accaduto un domani; le foto integrali le riceverete a breve.



Ci sono mille attenuanti, per tutti, ma comunque sono rimasto male per il "tepore" percepito; non voglio accusare o recriminare, non sono qui a scrivere per questo oltretutto, non valgono per tutti queste mie constatazioni amare. Forse, le mie critiche, sono dirette all'intero gruppo, anche se un gruppo astratto ed anomalo, poichè non sostenuto dalla frequentazione, ma legato solo da un passato intenso e da una promessa...



E' vero, c'è stato poco tempo; ma è altrettanto vero che TUTTI sapevano, sono convinto che persino "Muscoletto" c'ha pensato spesso, eppure nessuno lo ha potuto avvisare...



Sia come sia, in parte voglio sposare le considerazioni che noi tre ci siamo fatti lungo il viaggio, in parte, riflettendoci, credo che dovremmo fare una "special edition" per il "25°" anniversario della bottiglia. Farla in un momento che vada bene a tutti.

Ci si organizza meglio, si, ma soprattutto ci si chiarisce pure.

Perchè comunque sia andata, si mantenga viva la fiamma che noi tre, con la fatica e volontà ferrea, abbiamo mantenuto accesa.

Perchè l'unica certezza è questa, noi tre, nel 2009, abbiamo riacceso la fiamma, abbiamo passato la staffetta che fu accesa dai ventenni di allora, ripresa da quei trentenni della scorsa volta, passandola infine ai futuri, quasi, cinquantenni.

Grazie a noi tre, la questione rimane aperta e, per quanto ci riguarda, già ci siamo dichiarati ben saldi sulle nostre intenzioni di proseguire.

Ammiro e stimo quei ventenni, troppo per poter dimenticare o far finta di nulla; condivido con voi questa importante idea.



Come ha spiegato bene il Gonzo, non potremo farne ancora molte di queste avventure; fatevi bene i conti, non abbiamo di fronte a noi infiniti decenni. Anche per questo stavo pensando ad una speciale puntata al quarto di secolo; avremo così modo di parlarne di nuovo, con chi vorrà farlo.



Per le foto, qui vi anticipo quelle che, senza rivelare le nostre identità (di supereoi), posso mettere.

Sono interamente dedicate a voi e a nessun'altro. Ringrazio anche Alessandro, Rodrigo e Stefanaccio per aver reso meno fredda la nottata, quanto a "Ciccio Vizio", beh, sarebbe da impalare e basta, è troppo impunito :D

Scherzi a parte, sentiamoci più spesso, il web può essere lo strumento che ci riavvicina tutti, pecorelle smarrite o stiepidite che siano.



Io, lo ribadisco, ho il massimo rispetto e stima per tutti i ragazzi dell'ottantanove; anche se non ci sono più, infatti, ci siamo pur sempre noi qui, gli unici che possano ricordali, quelli che hanno preso il testimone per proseguire la corsa, per inseguire quella promessa, o gioco o comunque lo vogliate considerare...



Ho mantenuto insieme a voi questa promessa e sapete bene quanto spesso, in questa vita, le promesse siano meno durature di quanto lo sia stata questa !

Matrimoni, lavoro, amicizie; la bottiglia è già durata vent'anni, sorpassando già molte delle cose che, almeno io, ho veduto, o fatto !!!

Sono felice per quello che abbiamo combinato lassù, nonostante queste mie sopra, sono felice. Spero di avervelo detto bene, spero sia chiaro a tutti !



Per me, in tutta sincerità, è stato un piacere, un'onore ed un privilegio salire di nuovo lassù con voi; sono sicuro che lo abbiamo fatto non solo per noi, ma anche per qualcun'altro che non c'è più.

Forse, e dico forse, lo abbiamo fatto anche a beneficio di qualcuno che non c'era questa volta, ma che vorrà assolutamente esserci alla prossima !

Spero che i prossimi "ragazzi" si ricorderanno anche di noi tre (di oggi), perchè grazie a noi, sarà possibile vivere ancora un'altra avventura insieme, spero tutti insieme.



Anche per questo, vi voglio bene e sempre ve ne vorrò; ma ve ne voglio pure per quello che siete stati, per quello che siete oggi e per quello che sarete domani...



Che Dio vi aiuti, vi illumini e protegga.

Grazie di tutto, Marco.













Foto 1: "Il Gonzo" s'invola, haa le sigarette!!!




Foto 2: Piove, tira vento e fa freddo, non sembra il 12 settembre...




Foto 3: Nonostante la scarsa visibilità, nonostante si sia perso il sentiero giusto, alla fine, con le ultime energie, ritroviamo il punto e la bottiglia !!! Indescrivibile emozione.




Foto 4: "Vanzina", "Gonzo" e "Cirotto" con l'autoscatto, in mano la bottiglia; a sinistra si nota pure la nuova bottiglia, quella che doveva essere per il trentennale e che forse sarà per il quarto di secolo, chissà...




Foto 5: Tregua della pioggia con arcobaleno




Foto 6: "Il malloppo", la bottiglia, il testimone, la staffetta; non siamo riusciti a finirla, troppo potente quel liquido...




Foto 7: Il fuoco...








La bottiglia e una storia vera di amicizia...

Tanti anni fa, passavo tassativamente l’estate da una mia zia che viveva in un paesino sull’appenino umbro-marchigiano…


Ci ho passato le estati da ragazzino e, si sa, si creano in quegli anni delle amicizie bellissime.

Alcuni erano ragazzini del posto, altri, come me, si ritrovavano con le apprensive zie o nonne nel giardinetto del paese prima, nella piazza poi.


Gli anni passarono, come per tutti, e ogni estate ci rincontravamo come se ci fossimo lasciati un’ istante prima, solo sempre più grandi, con la costante fratellanza ma esigenze diverse… Cominciammo così a uscire la sera, con tanto mi maglioncino, in un posto che, rispetto alla città, offriva ai parenti maggiori garanzie di serenità.

Fantasticavamo all’ombra dei contrafforti e torri del paese, ma soprattutto sotto le montagne e, alla fine, cominciammo a scorrazzarci su quelle montagne. Fu così che facemmo le prime escursioni da soli, e ogni anno, la smania di tornare cresceva…

Anche l’amicizia si consolidò, perché faticare insieme, mette a dura prova le persone e l’amicizia stessa, fu un banco di prova per i nostri legami, che ne uscirono rafforzati e all'amicizia si aggiunsero legami di mutuo soccorso, di condivisione di fatica e di emozioni, naturalmente, quelle che la motagna sa darti...


La montagna ci fece sempre più forti e fratelli.

Andando avanti con gli anni, verso la fine dell’adolescenza, capimmo però che ci sarebbe presto cambiata la vita; forse, ipotizzammo, non avremmo più fatto le nostre mitiche escursioni, forse sarebbero anche apparse le differenze sociali tra di noi, cresciuti fin da "mocciolosi" ragazzini insieme, eppure provenienti da luoghi e famiglie tanto differenti… No, ci dicevamo, la nostra amicizia non finirà mai. E continuammo così anche nell’88 con delle escursioni memorabili, con albe e tramonti mozzafiato e con le prime tendine comprate con i pochi risparmi che, a quell’età (quell’età di allora), riuscivi a racimolare.Ma più le estati passavano, più comprendevamo quanto il rischio, fosse una quasi certezza. La stessa coperta di stelle, per chi di noi viveva in città, era già una parentesi estiva.

Sibillini_1988Le stelle, la luna e il sole, le montagne erano le nostre scoperte più clamorose, dopo la forza pura della nostra amicizia sempre così vivida, leale, forte.


Qualche cartolina militare e qualcuno che proprio all’università non pensava, ci diedero, forse, la sveglia. Cominciammo a capire che la nostra amicizia, e non solo, erano a rischio. Presto saremmo cambiati, presto saremmo diventati adulti e ci saremmo vaccinati da qualunque romanticismo, forse; sentivamo fosse inevitabile ed imminente questo cambiamento, anzi, incombente !

Fu così che ci venne un’idea, quella di sigillare in qualche modo la nostra amicizia. Così, nel settembre del 1989, salimmo su una montagna, e seppellimmo una bottiglia con alcuni messaggi; facemmo anche giuramento solenne di tornarci dieci anni dopo, per riprenderla. L’idea era semplice, oggi saliamo sui monti, su questi monti e tutti insieme; giuriamo di rifarlo, almeno una volta ogni dieci anni. Ci ispirammo al film fandango, un film dove alcuni ragazzi, fanno ragionamenti simili. Una banda di ragazzi che sa che presto cambierà, anche perché qualcuno andrà in vietnam, fa un lungo viaggio ripercorrendo quello stesso viaggio fatto anni prima; un viaggio per riprendere DOM, la bottiglia, il suggello di quella loro unione tra diversi, ma tra fratelli d’infanzia e di cuore…

Per noi doveva essere il suggello, il giuramento di amicizia, e forse anche quello di non cambiare mai… Nei fatti poi, la vita ci ha travolto tutti; chi operario e chi dirigente, chi benestante e chi meno, e soprattutto chi a vivere in una metropoli, e chi ancora al paesello. Le distanze di spazio e tempo, oggi mi sembrano enormi. Fu una iniziativa per cautelare la nostra amicizia, il nostro modo di essere e vivere la natura; ma, col senno del poi, avevamo ragione. Oggi siamo diversi, è nella natura delle cose. Oggi siamo lontani, e forse anche questo è naturale. Considero con molto affetto e rispetto quei ragazzi che siamo stati, oggi ancor di più.

A settembre del 1999, non senza difficoltà, ho rintracciato tutti quanti, siamo ritornati lassù (con grande fatica rispetto all’89) e abbiamo disseppellito la bottiglia. E’ stata una delle più grandi emozioni della mia vita. In montagna non si scherza mai, soprattutto a settembre, ma alla fine la ritrovammo dopo ore di fatica e sotto 30 centimetri di terra, per dieci anni immobile ricordo da noi stessi posto.

Nella buchetta, ne abbiamo messa un’altra, ora tutti adulti, ci siamo potuti permettere un buon whisky, invecchiato, guarda caso, dieci anni.

Il brindisi fu identico a quello del film che ci ha ispirato: “a ciò che siamo, a ciò che siamo stati, a ciò che saremo…”

Poche emozioni sono state per me così nitide, chiare, cristalline; perché ho risposto al me stesso di dieci anni prima, quello mi ha costretto, anzi quelli che eravamo, a salire di nuovo sulla montagna e a brindare, e non solo per la memoria, ma pure per il futuro.

Oggi penso sia stato un giuramento verso noi stessi, quello che facciamo tutti da ragazzi, credo: se proprio dobbiamo cambiare, giuriamo di non cambiare troppo. E questo quando hai realizzato nei sentimenti e nel condividerli, che hai una ricchezza nell’interiorità e nella comunanza che nessuno ti potrà mai togliere; forse possiamo dimenticare, ma mai perdere quello che siamo stati e che siamo nel profondo. Siamo esseri sociali, sempre soli, ma sempre bisognosi dell’altro; noi lo abbiamo ammesso da bambini, e ce lo siamo ricordato da grandi.

La festa successiva fu bellissima e ci ricordò la sregolatezza dei vent’anni; ma già c’era chi aveva famiglia, chi l’attività, chi due cellulari chi tre… E pensare che ci bastava un plaid e una chitarra all’epoca per toccare il cielo con un dito.


Ma sempre esseri sociali siamo; possiamo fingere di stare bene da soli a costruire questo o quel castello; alla fine abbiamo bisogno di credere nei buoni sentimenti, nell’amicizia vera…

Il 2009 si avvicina inesorabile; e noi ci siamo allontanati ancora di più.

Rifletto meglio ora, lo faccio spesso nel ripensare a questa storia.Eravamo dei puri, dei piccoli grandi capaci di sentimenti altissimi quanto veri, ma sapevamo quello che sarebbe poi successo. Passavamo le nottate a guardare le stelle, noi, piccoli cuori tremanti, pieni di sane buone e giuste ambizioni ci accontentavamo di quelle montagne e del calore reciproco fatto di sincerità, di vicinanza, di amore fraterno. Uno di noi, già ha lasciato questo mondo, gli altri sono al paesello o chissà dove; il più vicino è a venti chilometri, ma forse siamo oramai troppo lontani, forse... Non so cosa farò nel 2009, non so se richiamarli e ricercarli o lasciar cadere l’anello e andare da solo su quella montagna. E’ una questione sempre aperta nel mio cuore. So che sono cambiato e di brutto, so che forse quello che ritenevo intoccabile, dentro, ha ceduto il passo alla durezza, all’età e alle responsabilità che comporta. Saremo sempre bambini dentro, ma quanto di questi sentimenti sono solo nostalgia ?! E quanta è la vera insaziabile sete di amicizia, di onestà, di fraternità; chissà…

Credo che alla fine cederò alla voglia di rivederli tutti insieme, sicuro. Sono certo che, nonostante le distanze siderali, tutti noi ricordiamo tanti preziosi momenti, tante piccole e grandi gioie, panorami, fuochi, sorrisi e parole…

Abbiamo giurato su sentimenti e passioni divine, le stelle e le nostre amate montagne ci sono testimoni eterni; oggi però, siamo solo degli uomini.

“a ciò che siamo, a ciò che siamo stati, a ciò che saremo…”